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Un’altra sfida al vertice. Un nuovo scontro diretto, che più diretto non si può: domenica 6 aprile (ore 15.30), a Rasai, le ragazze della SSD Dolomiti Bellunesi affronteranno quel ChievoVerona che, al termine della sesta giornata nella fase Gold legata al campionato femminile di Eccellenza, condivide la vetta proprio con il gruppo guidato da mister Bertuzzi. Stessi punti (12), stesso numero di vittorie (3) e di pareggi (3). 

CONCENTRAZIONE – Desirée Fassin è pronta al big match: «Mi aspetto una partita combattuta ed equilibrata, da interpretare con la maggiore concentrazione possibile. Sul loro campo abbiamo incontrato alcune difficoltà a sviluppare il nostro gioco. Eppure, nonostante questo, eravamo riuscite a recuperare lo svantaggio maturato nel primo tempo». Le dolomitiche intendono sfruttare il loro punto di forza: «La capacità di muovere la palla fin dalle rimesse dal fondo. Lo sappiamo, il Chievo è una buona squadra e con qualità individuali di rilievo, ma abbiamo le carte in regola per disputare una grande gara». 

TESTA ALTA – La SSD Dolomiti Bellunesi è reduce dal 2-2 contro Le Torri, attuale terza forza del girone, staccata di una sola lunghezza dalla coppia di testa: «Ci aspettavamo di trovare una compagine determinata a ottenere dei punti – prosegue Fassin -. Abbiamo iniziato bene il primo tempo, giocando come sappiamo fare. Solo che poi siamo incappate in qualche errore evitabile ed è calata la concentrazione. Una volta ribaltato lo svantaggio iniziale, abbiamo regalato troppi palloni e loro sono state abili a sfruttarli. Se da un lato dispiace aver pareggiato, dall’altro guardiamo avanti a testa alta, cercando di limare certe disattenzioni. Anche perché non è ancora finito nulla». 

GOL LIBERATORIO – Proprio in terra vicentina, Desirée ha realizzato la sua prima rete nel girone Gold: «È stato un gol liberatorio, lo cercavo da molte partite. A maggior ragione, dopo quello non convalidato a Caneva col Sarone. La dedica? All’intero collettivo, con l’augurio di riuscire a centrare i due obiettivi stagionali». Ovvero, il campionato e la Coppa Italia d’Eccellenza: «D’ora in avanti dovremo interpretare tutte le partite come se fossero delle piccole finali, combattere e gestire il gioco a modo nostro. Possiamo farcela: tutto è possibile con questo gruppo sempre più in crescita». 

EPILOGO – Fassin vuole regalarsi un epilogo con i fiocchi: «La mia è stata una stagione un po’ altalenante. Ma, tra alti e bassi, finalmente sono riuscita a trovare un equilibrio: soprattutto ora che sono tornata nel mio ruolo originario di punta centrale. Grazie alla squadra e allo staff, ora mi sento molto serena e riesco ad esprimermi al meglio».