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DOLOMITI BELLUNESI-SARONECANEVA 4-0

GOL: pt 30’ L. Triches; st 5’ e 43’ De Zolt, 7’ Mastel su rigore. 

DOLOMITI BELLUNESI: Squarcina; Pattaro, De Paoli, Bassani, De Bastiani; Mastel, Bristot (st 37’ De Carli), L. Triches (st 28’ Pignatto); Andolfatto (st 22’ Cappellano), Fassin (st 1’ Della Vecchia), De Zolt (st 46’ Bogo) (in panchina: C. Triches, Sommariva, Case, Maddalozzo). Allenatrice: D. Turra. 

SARONECANEVA: Turchet, Perissinotto, Piasentin (st 15’ Biasutti), Selvaggi, Cividin, Canzi (st 2’ Dall’Arche), Lazzara, Polzot, Perin, Chiarot, Fava (in panchina: Buccino, Chies, Donolo). Allenatrice: L. Tommasella. 

ARBITRO: Luca Brancher di Belluno. 

NOTE. Ammonite: Piasentin, Chiarot, Turchet. Angoli: 3-1 per la SSD Dolomiti Bellunesi. Recupero: pt 1’, st 6’. 

Queste ragazze sono più forti di tutto. Di un destino che ha privato il gruppo di due colonne portanti, come la capitana De Valerio e la talentuosa Conedera. Di una formazione avversaria tostissima e che, la scorsa annata, era diventata una sorta di “bestia nera”. Dell’inevitabile pressione di dover gestire il vantaggio di una rete, fruttato nel match d’andata. Nella semifinale di ritorno della Coppa Italia d’Eccellenza, la SSD Dolomiti Bellunesi confeziona un poker da favola contro il SaroneCaneva. E, a distanza di due anni, vola in finalissima. Nell’ultimo atto della competizione, le dolomitiche contenderanno il trofeo al ChievoVerona (le gialloblù hanno eliminato Le Torri): si giocherà giovedì 1 maggio, in campo neutro. La sede verrà comunicata nei prossimi giorni. 

CONNESSIONE – A Sedico, va in scena una delle migliori versioni stagionali del collettivo guidato per l’occasione da Daniela Turra (mister Bertuzzi era indisposto): nonostante le tante defezioni e un tridente d’attacco inedito, in cui agisce pure la giovane (e bravissima) Andolfatto, le padrone di casa creano subito una quantità industriale di occasioni. Anche perché Mastel, schierata qualche metro più indietro rispetto al solito, è abile a legare il gioco e a garantire una connessione costante tra centrocampo e attacco. L’unico brivido è per la traversa colpita da Perin, attorno al quarto d’ora. Poi, c’è solo Dolomiti. 

SEDICENNE VETERANA – La numero uno friulana, Turchet, deve opporsi a Lucrezia Triches, Andolfatto e Mastel, mentre il conto delle traverse viene pareggiato da Pattaro, in seguito a una deviazione volante sugli sviluppi di un corner. Il gol, comunque, è ampiamente nell’aria. E prende forma alla mezz’ora, quando Lucrezia Triches (una sedicenne sempre più convinta e padrona dei propri mezzi) ruba palla all’altezza della trequarti e, da fuori, lascia partire un gran destro che si insacca sotto il montante. Da applausi. 

GRANDE FAMIGLIA – E l’avvio di ripresa? È marchiato a fuoco da Susanna De Zolt. La quale, al 5’, sfrutta un assist di Mastel e mette il pallone in buca d’angolo. Poi, non contenta, viene stesa in area da Selvaggi e guadagna un rigore ineccepibile. Dal dischetto, si presenta Mastel: portiere spiazzato e la rete si gonfia per la terza volta. Ma c’è spazio pure per il quarto sigillo, ancora a opera di De Zolt: Susanna, grazie alla sua velocità e alla tecnica individuale, è letteralmente imprendibile per una retroguardia avversaria che, a stento, riesce a leggerle la targa. La festa è davvero completa. Ed è resa ancor più speciale dalla presenze in tribuna di alcune atlete costrette a rimanere ai box (non solo le due “Chiara”, De Valerio e Conedera, ma anche le varie Rosson, Appocher, Vecellio, Zancanaro). E le due neo mamme con le rispettive bimbe: Sandra Sommariva e Valentina Cercenà. A conferma che la SSD Dolomiti Bellunesi è un’unica, grande famiglia. 

LA PAROLA A SUSY – «Ci siamo preparate con costanza e impegno – commenta la match winner De Zolt – . Volevamo toglierci un sassolino dalla scarpa, visto che, contro di loro, avevamo perso e anche piuttosto male. E siamo riuscite a riscattarci. La chiave? Un gruppo coeso, che non ha mai smesso di crederci e ha sempre lavorato sodo per raggiungere l’obiettivo. In più, abbiamo la fortuna di avere ragazze giovani, su cui poter fare affidamento. Io inarrestabile? Questo non lo so – sorride – ma sono contenta pure a livello personale. La coppa è una competizione a cui tengo particolarmente».