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SSD Dolomiti Bellunesi-SaroneCaneva: quinto atto. Proprio così, per la quinta volta in questa stagione, le due squadre si ritroveranno su versanti opposti. Ma quella all’orizzonte è forse la sfida più importante. Perché è la semifinale di ritorno della Coppa Italia d’Eccellenza femminile. E le dolomitiche la affronteranno domenica 23 marzo (ore 14.30), allo stadio di Sedico, col vantaggio garantito dal successo di misura, ottenuto nel match d’andata, in Friuli. 

IN RIMONTA – Le ragazze di mister Bertuzzi avranno a disposizione due risultati su tre. Tuttavia, non è il caso di allentare minimamente la tensione: il passaggio del turno è ancora da conquistare. A maggior ragione, ripensando al confronto dello scorso weekend, valevole per il quarto turno del girone Gold di Eccellenza. Una gara in cui Anna De Paoli e compagne sono riuscite a conquistare l’intera posta in palio: «Quella con il SaroneCaneva è una sfida sempre molto sentita da parte di tutte noi – commenta una delle colonne portanti della retroguardia -. Il fatto di essere riuscite a portare a casa la vittoria, in rimonta, ci dà ancora più soddisfazione. Ed è la conferma che, come collettivo, non molliamo mai. Nel complesso, stiamo lavorando parecchio e siamo molto determinate». 

INFORTUNI – La SSD Dolomiti Bellunesi deve fare i conti con i forfait delle due “Chiara”: De Valerio e Conedera. «I loro infortuni – riprende De Paoli – sono ovviamente una bella botta. Anche perché si tratta di due pilastri della squadra. Ma, per far fronte ad assenze così pesanti, ci affidiamo al nostro spirito di gruppo e alla voglia di dare sempre il meglio. Poi entrambe ci sono sempre vicine. Un esempio è Conedera: lo scorso weekend era in tribuna, a Caneva, per sostenerci. E si è potuta godere la dedica del gol da parte di Susanna De Zolt». 

NESSUN CALCOLO – Ora è tempo di Coppa Italia: «La semifinale di ritorno dovrà essere affrontata nello stesso modo in cui abbiamo interpretato l’ultima gara di campionato, con fame e grinta». Vietato fare calcoli: l’1-0 conquistato nel primo atto, frutto di un “golasso” di Arianna De Bastiani, non andrà solo amministrato, ma corroborato da una prestazione di solidità e concretezza. In questo senso, De Paoli è pronta a recitare la propria parte. Con la fascia da capitano al braccio: «La fascia è senza dubbio una bella responsabilità, di cui sono onorata. Spero di essere all’altezza del compito». Lo sei, Anna. Lo sei.