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Ci sono due tipi di atlete. Quelle che, molto semplicemente, aspettano il proprio turno. E quelle che, anche ai margini del rettangolo verde, continuano a giocare: con la testa, con il cuore, con l’energia che trasmettono alle compagne. Roberta Cappellano, quasi superfluo evidenziarlo, appartiene alla seconda categoria. 

RISCONTRO – «A livello personale, non lo nascondo, è una delle stagioni più difficili – afferma la centrocampista della SSD Dolomiti Bellunesi – a causa di qualche infortunio e del poco minutaggio rispetto a quando ero una delle titolarissime, oltre che una pedina importante per la squadra». Cappellano, però, continua a lottare su ogni pallone: all’interno di una gara che mette in palio i tre punti. E in allenamento. Perché il calcio è strano: alcune volte “sottrae”, altre invece restituisce tutto con gli interessi. Al momento di lasciare il segno, l’importante è farsi trovare pronti. Come domenica scorsa, a Sedico, quando Roberta ha dato il proprio contributo nel match col Padova, chiuso sul punteggio di parità (1-1): «Anche se in realtà ci aspettavamo un altro tipo di riscontro. Non siamo riuscite a emergere come pensavamo e loro hanno preso in mano più volte il pallino del gioco, mettendoci in difficoltà». 

DOPPIO IMPEGNO – Ora le dolomitiche sono attese da due sfide in sequenza contro il SaroneCaneva: la prima, domenica 16 marzo (ore 14.30), in trasferta per la quinta giornata del girone Gold, legato al campionato femminile di Eccellenza. E la seconda, domenica 23, quando andrà in scena la semifinale di ritorno di Coppa Italia: «Il Sarone ci ha sempre dato filo da torcere. E, di conseguenza, due gare di fila contro le friulane sono belle toste. Sarà una vera una battaglia calcistica, abbiamo dei conti in sospeso».

MALASORTE – Il gruppo è stato falcidiato dalla malasorte. E da un paio di seri infortuni, come quelli occorsi a Chiara Conedera (frattura del perone) e a Chiara De Valerio. Purtroppo, anche per la capitana, non sono emerse buone notizie dagli approfondimenti in seguito al problema al ginocchio, rimediato proprio contro il Sarone: «Da qui in avanti – riprende Cappellano – serviranno la massima concentrazione, per non mollare in nessuna partita, e la necessaria cattiveria agonistica. Lo dobbiamo a noi stesse e alle nostre compagne infortunate». 

COMPETITIVA – Al di là delle assenze, la SSD Dolomiti Bellunesi vuole continuare a essere competitiva in campionato, così come in coppa: «Sì, vale la pena credere nell’impresa su entrambi i fronti – conclude la centrocampista -. Perché no? Abbiamo le carte in regola: siamo una squadra di qualità, oltre che un bel gruppo. Non succede, ma se succede…».